giovedì 5 luglio 2012

Teorie IPO

Ciao a tutti,
ecco un altro capitolo della mia tesi dove ho approfondito le varie teorie relative ai fenomeni dell'Underpricing.

2.5 I fenomeni associati all’IPO (PRIMA PARTE)
Uno dei fenomeni più analizzati associati alle IPO è il cosiddetto underpricing, vale a dire il collocamento del titolo ad un prezzo che risulta essere sensibilmente inferiore a quello registrato successivamente, nei primi scambi sul mercato secondario. Possiamo distinguere due tipi di underpricing, semplice e corretto. Nel primo caso è rappresentato dalla differenza tra il prezzo di riferimento del primo giorno di quotazione e il prezzo di collocamento, rapportato a quest’ultimo. Il secondo, invece, è definito dalla differenza tra l’underpricing semplice e il rendimento del mercato riscontrato fra il giorno d’inizio collocamento e il giorno ufficiale di quotazione.
La letteratura economica che indaga sulle ragioni di questo fenomeno le divide in cinque gruppi[1]:
1. Teorie sulle asimmetrie informative.
2. Teorie che analizzano il contesto istituzionale.
3. Teorie basate sull’assetto proprietario e il controllo.
4. Teorie sul comportamento irrazionale degli investitori.
5. Teorie basate sulla presenza dei venture capital[2].

Per quanto riguarda le prime il filone principale della letteratura trova spiegazioni sull’esistenza dell’underpricing legate alle asimmetrie informative, in particolare si può spiegare attraverso due teorie a seconda dei soggetti coinvolti nella quotazione dell’impresa:
Ø Gli emittenti hanno maggiore informazione: per potersi distinguere da imprese di più bassa qualità, le imprese migliori hanno la necessità di trasmettere dei segnali al mercatoche permettano tale discriminazione. L’underpricing può essere uno di questi segnali, permettendo al mercato di discriminare tra le aziende buone e cattive, non essendo in grado, queste ultime, di poter replicare la strategia;
Ø Gli investitori hanno più informazione: ciò avviene quando gli emittenti si trovano a fronteggiare una curva di domanda delle loro azioni non prevista, è un fenomeno abbastanza frequente.
Possiamo distinguere diversi pensieri che accompagnano le asimmetrie informative:
Ø Rock (1986) nel suo modello ipotizza offerte al prezzo fisso e suddivide gli investitori in due categorie; una rappresentata da Informed investors, che sono in grado di valutare correttamente il prezzo dell’offerta sottoscrivendo solo IPO che sono underpriced, e l’altra da Uninformed investorors che partecipano a tutte le IPO e quindi avendo lo svantaggio di di partecipare a quelle overpriced soffrendo quindi della maledizione del vincitore (winner’s course) e chiedendo quindi una diminuzione del prezzo per partecipare alle offerte. L’underpricing è necessario per ridurre gli investitori non informati che prendono parte all’offerta nonostante i problemi di selezione avversa causata dagli investitori informati. Promuovere l’offerta serve per diminuire la quota necessaria di underpricing e per aumentare la frazione di investitori non informati che prendono parte all’offerta decrescendo il problema di selezione avversa.
Ø Habib e Ljungquist[3], hanno studiato che la motivazione che porta ad avere un IPO più sottovalutata rispetto ad altre sta nel fatto che esistono proprietari che hanno meno ragioni di preoccuparsi riguardo il grado di underpricing e spendono quindi poche risorse per minimizzarlo. Analizzando alcuni dati sono arrivati alla conclusione che gli emittenti raggiungono l’ottimo al margine, ogni dollaro speso per la promozione riduce la perdita di ricchezza per 98 centesimi facendo eguagliare i costi con i benefici marginali, e che gli emittenti scelgono endogenamente i sottoscrittori, infatti coloro che sarebbero altrimenti più underpriced cercano di guadagnare il massimo scegliendo un sottoscrittore prestigioso riducendo così l’underpricing.
Ø Beatty e Ritter[4] (1986) che affermano che esiste una relazione diretta tra l’incertezza ex ante (Ex-ante uncertainty) e l’underpricing. Tanto più alto sarà il rischio di sottovalutazione delle nuove azioni da parte del mercato, tanto più l’investitore chiederà un premio più alto per tale rischio, ovvero un alto livello di underpricing. Per questo motivo è importante la presenza di una Investment Bank al fianco dell’impresa durante la quotazione che non avrà incentivi ad attuare comportamenti opportunistici godendo di un ampio bagaglio informativo e reputazionale.
Ø Welch[5] (1989), secondo lui le imprese trasmettono le loro informazioni private sul valore dell’azienda in fase di IPO proprio attraverso l’underpricing per rendere conveniente la prima emissione, con la prospettiva di raccogliere nuovamente capitale in un secondo momento ad un costo minore.

[1] Fonti fornite da presentazione “Ipo Underpricing”.
[2] Solo in questo caso si creerà un prezzo IPO corretto.
[3] Ljungqvist, 2007. IPO Underpricing. Handbook in corporate finance: Empirical Corporate Finance.
[4] Randolph P. Beatty e Jay R. Ritter. Investment banking, Reputation and The underpricing of initial public offering, Jornal of Financial Economics.
[5] Welch, 1989. Seasoned Offerings, Imitation Costs and the underpricing of initial public offerings. Journal of Finance, 44, 421-449

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